Pagine

mercoledì 24 dicembre 2014

La spaventosa semplicità del Natale


Il mio Natale è sempre stato una teglia di lasagne, tovaglie rosse e panforte. 
Nonna che si sveglia al mattino e prepara la besciamella con la messa alla TV " Perchè qualcuno deve rimanere a preparare ", dice lei. Il Mio Natale sono io che alle prime luci del 25 sistemo i segnaposto per il pranzo e purtroppo qualcuno lo devo riporre dentro la scatolina perchè le malattie e l'età si portano via anche i più forti. 
Natale sono mamma e babbo che svegliano mia sorella e le danno un bacio sulla fronte. Le canine che scodinzolano più del solito e che si guadagnano due biscotti in più. Il mio Natale è mio cugino che scende a salutarmi in pigiama, zia col forno acceso e Bianca che prepara i fagioli per la tombola del pomeriggio. I crostini, il Padre Nostro, il tronchetto del vicino, il cane sotto il tavolo e le barzellette di zio. Il mio Natale è decidere a chi spetta l'ultima fetta di torta e chi deve sparecchiare. 
E' la gallina in brodo la sera, il Monopoli dopo cena e gli sbadigli che si fanno avanti al calare della notte. E' vedere le lucine spegnersi piano, le carte dei regali gettate a terra, le briciole del pandoro dimenticate sul tavolo, piatti sporchi da lavare domani e "buonanotti" dette col cuore. Il mio Natale sono quegli ultimi saluti che precedono teste sul cuscino e sogni tranquilli. Quei saluti alle persone care, ma care davvero, quelle a cui appartieni e che nonostante tutte le litigate sono lì accanto a te e continuano a sostenerti e difenderti a spada tratta. Il mio Natale è tutti i giorni dell'anno in cui mi accorgo di non essere sola, quei giorni in cui sorrido senza nemmeno rendermene conto e ringrazio per la vita che mi è stata concessa. 
Il mio Natale è quella quotidianità che non stanca, quel "sempre uguale" che non è mai banale, quel silenziosamente costruire giorno dopo giorno. 
Perchè, come dice una famosa canzone: tra la partenza ed il traguardo c'è tutto il resto.


Beatrice Bandini


mercoledì 26 novembre 2014

Dove trovare i fondi per tutti?


Una sentenza della Corte di giustizia europea, emessa questa mattina, ha stabilito che il Governo italiano deve assumere almeno 250 mila docenti precari che in questi anni sono stati assunti con contratti a tempo determinato. Tali contratti sono ritenuti illegittimi rispetto alle norme europee e perciò i precari che hanno superato i trentasei mesi di insegnamento a scuola devono essere assunti oppure risarciti
Il Governo ha già manifestato, nella ‪#‎buonascuola‬, l'intenzione di assumere a tempo indeterminato a Settembre 2015 circa 148.100 docenti, più altri 40.000 circa tra il 2016 ed il 2019 attraverso un Concorso nazionale.
La sentenza della Corte europea scompagina le carte sul tavolo: sono infatti almeno 70 mila i docenti in più da assumere, per una spesa pubblica che ammonta a circa 1.5 - 2 miliardi di euro per i prossimi 10 anni.

Assumere tutti i precari della scuola italiana consentirebbe di risolvere, una volta per tutte, il gravissimo problema delle "classi - pollaio" (classi con circa 30 studenti) creato dalla Riforma Gelmini, assolutamente ingestibili per i professori e causa di perdita di efficienza ed efficacia (meno approfondimenti nelle materie, valutazioni della preparazione degli studenti più grossolana, ecc.) per il nostro sistema scolastico.
Dove trovare i fondi? Ogni anno lo Stato italiano spende 500 milioni di euro circa per finanziare gli istituti paritari: questa spesa, assolutamente ingiustificata (le paritarie italiane sono le peggiori d'Europa e sono coinvolte in continui scandali), sia dirottata sulla scuola statale, garantendo un fondo di 5 miliardi di euro (prossimi 10 anni) per finanziare l'assunzione di tutti i docenti precari.

Niccolò Biondi